HI, MY NAME IS VALERIE!
Sono Valeria, ma mi conoscono come Valerie, una sognatrice con un’anima che sa essere malinconica.
Osservo il mondo con occhi curiosi, innamorata dei dettagli, quelli che raccontano ogni storia in modo unico. Amo la fotografia spontanea, ma credo che nulla debba essere lasciato al caso.
Il mio lavoro da fotografa di viaggi mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi pieni di meraviglia, a cogliere i legami profondi con la terra, le radici, gli affetti sinceri.
Solo attraverso la fotografia riesco a esprimere la mia “ipersensibilità”, quella che mi permette di vedere ciò che agli altri sfugge, di cogliere la luce nascosta nelle ombre. Questo è il mio vero strumento, più potente della mia macchina fotografica.
Quando vi affidate a me, non scegliete la mia attrezzatura. Scegliete la mia anima.
Ogni scatto che faccio è un riflesso di ciò che sono: delle persone che ho incontrato, dei luoghi che ho esplorato, dei libri che mi hanno segnato, della musica che ho ascoltato, degli amori che ho vissuto. E poi c’è lei, la Luna. La mia musa eterna, complice silenziosa delle mie notti insonni, spettatrice discreta dei miei sogni più profondi. La sua luce mi guida, mi ispira, ricordandomi che anche nelle ombre più scure c’è sempre un bagliore da catturare.
FERMARE IL TEMPO, CUSTODIRE LA MEMORIA
La mia ossessione per la fotografia nasce dal desiderio di fermare il tempo.
I ricordi fotografici sono sempre stati il filo invisibile che collega il mio passato al presente. Mia madre era una grande collezionista di istanti: almeno una volta al mese andavamo a ritirare il nostro rullino sviluppato, e ogni foto diventava un pezzo di memoria, un tassello che arricchiva la nostra storia.
Grazie a lei, ho potuto conservare il ricordo di mio padre. Ma, per quanto preziose, quelle foto non sono mai state abbastanza.
Mi sono aggrappata a quelle immagini come fossero qualcosa di sacro: il nostro primo giro in bici, le notti tutti insieme nel lettone, le sue braccia che mi avvolgevano quando ero così piccola da scomparire tra di esse.
Ed è proprio per questo che fotografo: per creare per gli altri ciò che avrei voluto avere per me stessa.
Amo la fotografia che lascia il segno, che entra nel profondo e scuote. Quella che non ha paura di essere cruda, diretta, potente. È attraverso questa intensità che trovo la bellezza, quella che non ha bisogno di essere attenuata, ma che esprime la verità più pura.
Una fotografia sembra solo un frammento di carta, eppure racchiude intere vite, attimi irripetibili, battiti di cuore. Quando il tempo ci sfugge tra le mani, solo allora capiamo davvero il valore di un ricordo.
Le emozioni svaniscono, le immagini le riportano a casa.
Ogni cliente che si affida a me non è solo un soggetto, ma una storia da raccontare. Vedere la bellezza in ogni gesto, in ogni emozione nascosta dietro uno sguardo, è la mia missione.
La mia fotografia va oltre l'immagine: cerca la poesia, la profondità che ogni istante racchiude. Non catturo solo la realtà, ma la sua forza invisibile, quella che dura nel tempo.
Ogni scatto va oltre l'istante, diventando un legame indissolubile con il passato, una testimonianza di chi siamo e di chi siamo stati.
Così nasce il mio lavoro,
per gli amanti dell'amore che dedico a te, papà.
Ancora un po' di me...
Un giorno, qualcuno che mi conosce molto bene, ispirandosi al film che accompagna la mia vita, ha scritto questo su di me;
"A Valerie piace:
Ricoprire con formaggio ogni strato del suo piatto di pasta. Mangiata la parte superiore, ne aggiunge dell’altro, poi dell’altro ancora. E così via fino alla fine;
Rilassarsi realizzando delle creazioni artigianali per i suoi set fotografici. Il più delle volte si tratta di capolavori;
Fare ogni sera il bagno in una vasca di acqua bollente. La temperatura è così alta che, quando esce, il suo viso è rosso come se avesse preso una scottatura.
A Valerie non piace:
Togliere i residui di cibo dal filtro del lavandino;
Essere inseguita, nemmeno per scherzo!Acchiapparello non è sicuramente un gioco divertente per lei;
Assistere ad un concerto da seduta senza poter urlare e saltare come un canguro;
A Valerie piace:
Dividere un dolce o un gelato con qualcuno. A loro, piace un po’ meno.
A Valeria non piace camminare scalza sulla moquette degli hotel.
Ama mangiare le briciole lasciate nel piatto degli altri, urlandogli: “che spreco!”
Quando è in vacanza ama guardare nelle case delle altre persone per vedere come trascorrono le loro giornate. Osservarle mentre guardano un telegiornale, leggono un libro, o mangiano un piatto di pasta e fagioli, la rende serena.
A Valerie non piace:
Sentire il rumore delle forchette che strisciano sul piatto;
Che qualcuno entri nel letto con i jeans;
Essere abbracciata in un supermercato. Non c’è tortura peggiore.
A Valerie piace:
Regalare a sconosciuti delle fotografie scattategli di nascosto e osservare la sorpresa sui loro volti;
Dare una seconda chances a oggetti inutilizzati;
Guardare le stelle e interrogarsi sul senso della vita, immaginando storie e futuri ipotetici."